Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, ma riguardo l’universo ho ancora dei dubbi. Albert Einstein

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Eravamo abituati a tutti, infatti nell’arco di questo breve tempo al governo con i due contendenti, prima con la lega, e abbiamo subito gli attacchi spasmodici da una sinistra che si sentiva defraudata del potere e allora si sono aperte le danze col veleno buttatoci addosso dagli anchorman delle televisioni, in quel caso di Cairo, che ci attaccavano con la storia dell’incompetenza, propinavano sempre delle storielle a volte interessanti per i detrattori, ma mancanti di verità ed obiettività. Era già nell’aria che qualcosa stava cambiando e non sarebbe stato niente come prima. Anche la carta stampata ci dava addosso in special modo quel giornale che fondò nel 1976 Eugenio Scalfari, Repubblica, molto vicino allo schieramento di centro-sinistra, magnificando i politici del PD, allora all’opposizione. Praticamente lo schieramento politico dell’ultimo governo che tante lacrime aveva fatto versare agli italiani. Ma di autocritica nemmeno l’ombra. Dopo il saluto rancoroso di addio del signore leghista con la fantasiosa accusa di essere il movimento del no, ma noi sappiamo che l’uscita dal governo mirava a nuove elezioni per concretizzare il 36% dei sondaggi, siamo stati sottoposti ai continui attacchi da parte della destra, a volte in maniera poco ortodossa, che non perdeva, e non perde, occasione di rappresentarci come poltronisti. Da quale pulpito viene la predica! Questa breve introduzione per far capire a chi legge che siamo stati sottoposti al fuoco incrociato e dall’una e dall’altra parte dei nostri rappresentanti che allo stesso modo in passato hanno fatto della democrazia rappresentativa un loro moloch, rappresentando loro stessi, al punto di farci riesaminare  le tesi dei più grandi pensatori del passato i quali affermavano che tale forma di governo spesso sfocia in dittatura e infatti le due opposte fazioni, storicamente, hanno supportato nel secolo scorso tutti i più beceri regimi totalitari.  Gli Omero delle due compagini hanno spesso cantato il de profundis del movimento, forti dei sondaggi, spesso pilotati, ma si sono dovute ricredere, nonostante la new entry delle sardine e i proclami della deriva economica dell’Italia. Il 15 febbraio a Roma il movimento si è ritrovato, ha riconquistato, a buon diritto, la piazza, in passato punto di forza della democrazia partecipativa. I cittadini hanno capito e si sono riversati a migliaia a Roma per ribadire ancora una volta, semmai ce ne fosse stato bisogno, che il cuore del movimento batte ancora incessantemente. Bene questo non è piaciuto ai due contendenti partitici che esaurite le risorse invettive hanno trovato, trasversalmente crediamo noi, un nuovo escamotage. Da qualche giorno in Italia non è difficile notare un manifesto che è stato affisso illegalmente, ovvero bypassando il pagamento dei diritti comunali, quindi di nascosto con la fotografia di Di Maio e con una frase ad effetto: Pensa come vuoi, ma pensa come noi. Questo rappresenta un vile attacco da persone altrettanto vili e vigliacchi, che non hanno il coraggio di manifestare il loro dissenso in maniera eticamente opportuna, ma si nascondono dietro questi mezzucci al fine di manipolare il pensiero dei cittadini visto che non hanno altri argomentazioni per combattere tutto quello che di buono è stato fatto dal movimento in questo scorcio di tempo al governo, pur combattendo contro colori i quali, anche compagni di viaggio, rivolgono la loro attenzione sempre e comunque ai poteri forti in barba ai cittadini, specialmente i più indigenti.  In un recente passato, quanto sopra, accadde alla Boldrini. In quel caso intervenne la Digos e siamo certi che anche stavolta la divisione non farà mancare il suo supporto. Concludiamo con un’amara riflessione: in quest’ultimo decennio ci siamo resi conto che nelle altre compagini politiche maschi e femmine sono tanti, ma uomini e donne bisogna cercarli col lanternino di Diogene e, nonostante tutto, rimaniamo scettici sul buon fine della ricerca.

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