NEMO PROPHETA ACCEPTUS EST IN PATRIA SUA

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NESSUN PROFETA è GRADITO IN PATRIA

Lo abbiamo detto a gran voce, lo abbiamo scritto a caratteri cubitali, ma in pochi hanno saputo ascoltare e leggere il messaggio. Sin dalle prime fasi di sgombero dei reparti di pediatria ostetricia e ginecologia dal Trigona di Noto, nonostante le assicurazioni dei politici locali e non, e nonostante quelle manifestazioni itineranti in cui abbiamo visto le performance dei politici di lungo corso, degli adepti di vari movimenti, liste civiche e quant’altro la vostra fantasia riesca ad immaginare, noi siamo sempre stati scettici sul ritorno alla normalità del nostro nosocomio. Noi siamo stati sempre scettici sul ritorno dei reparti. Era già tutto scritto già nel periodo della governance regionale di Lombardo, ratificato dal governo Crocetta che per bocca della Borsellino aveva promesso una rimodulazione. Finché i bellissimi, assurti al potere, hanno in fretta e furia, senza tener conto delle esigenze della zona sud della provincia di Siracusa, che bontà loro, comprende 100 mila abitanti, forse nella considerazione che tale zona avesse la sua soluzione nel territorio di Avola, o forse perché Avola ha avuto, ed ha, qualcosa che raramente abbiamo avuto noi, una rappresentanza politica, una sorta santo in paradiso, nel posto giusto al momento giusto. Perché vedete la nostra vita è stata sempre in balia di politicanti che non hanno mai avuto una visione completa delle realtà locali, in particolare la nostra, ma si sono sempre limitati ad accontentare le esigenze di qualcuno che faceva parte di quel circolo privato e che all’occorrenza poteva essere utile in funzione di implementazione di voti e nel caso specifico, vista la collocazione politica dell’amministrazione avolese, quale regalo più bello se non la concessione dei reparti defraudati a Noto con la scusa della mancanza dei medici atti ad espletare il servizio. A nulla sono servite le nostre proteste, in special modo dai nostri rappresentanti del movimento che si sono opposti in Regione, non considerando adeguato tale provvedimento. Anzi siamo stati beffati dall’assessore Razza, che nelle sue escursioni nella Sicilia Orientale, si è tenuto ben lontano da Noto, anzi ha scelto bene il momento in cui fare una capatina nella nostra città, mentre i nostri rappresentanti, nonché interlocutori, si trovavano a manifestare a Palermo. Grande idea, non trovate? Ci domandiamo: ” ma non sarebbe ora di cacciare via tutti questi estorsori dei diritti dei cittadini di Noto? Accompagnando la loro uscita con delle impronte di scarpe evidenti nel loro fondo schiena?” Questo chiaramente detto in senso figurativo, anche se… Un modo per defenestrali c’è ed è arrivato il momento di prenderne atto. Quando vi trovate all’interno della cabina elettorale…pensateci. Non tanto per noi, ma quanto per il futuro dei nostri figli e nipoti. Riappropriamoci della nostra vita, ribadiamo a gran voce e con atti concessi dalla nostra costituzione, il nostro disappunto per la negazione dei nostri diritti. Non dovete più accettare passivamente come la nottola di Minerva che inizia il suo volo in sur far della sera quando il dramma della vita è compiuto. Un ultimo consiglio. Non date spazio ai falsi profeti che, attraverso fatui discorsi, ci vogliono convincere che necessita una visione più ampia della sanità e che quindi non dobbiamo fare l’errore di curare solo il nostro orticello, dimenticando, forse volutamente, che fino a poco tempo fa la cura del nostro orticello funzionava, e come se funzionava. Questa è davvero l’ultima. Non prestate neanche fede a coloro i quali si erano fatti forti dell’apertura part time vedendo in tale circostante l’apertura di una finestrella da cui finalmente entrava un po’ di luce. Noi di “Fenestella” conosciamo solo quella di Marechiaro e poi siamo abituati ad ampi ingressi e ad ampie aperture. Buona giornata

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