TRIGONA, PRONTO SOCCORSO: a volte la realtà supera la fantasia.

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Pare che il 2 dicembre, riapra il Pronto Soccorso all’Ospedale di Noto.  Era già stata comunicata una possibile data per il 19 novembre, ma motivi che non ci è consentito sapere, hanno procrastinato la data di riapertura al 2 dicembre, come già detto, ma noi siamo come San Tommaso toccare con mano per credere. Solo che l’immaginazione dell’assessore Razza e dei dirigenti dell’ASP di Siracusa, incontrati da una delegazione del movimento Noto e Patria, alla presenza dì quell’onorevole che doveva fare sfaceli per la riapertura di tale servizio, supera quella di Collodi, di Perrault, dei Fratelli Grimm, non finisce mai di stupirci. Il pronto soccorso apre temporaneamente, dalle ore 8 alle ore 20, in attesa della ristrutturazione di quello di Avola, un orario d’ufficio, le restanti ore verranno coperte dall’ambulanza medicalizzata; questo in attesa dell’integrazione dei medici che garantirebbero l’apertura h 24 già dall’inizio del 2020″. Ora basta. Si scherza ancora una volta con la salute dei cittadini non solo di Noto, ma anche della zona sud. I disservizi creati sono tali e tanti che non se ne può più. Se questa governance regionale non è in grado di garantire un servizio di prima necessità ai cittadini, che vada a casa.  I componenti di tale consorzio, chiamiamolo politico, dovrebbero avere l’etica consapevolezza di non essere in grado di gestire la sanità pubblica, in primis l’assessore Razza, e di rassegnare le dimissioni. Come dovrebbe fare la governance locale che non è riuscita a cavare un ragno dal buco. Le promesse elettorali non sono state supportate da un’effettiva concretizzazione auspicata. Sono e rimangono delle parole al vento, senza un impegno ed un sostegno adeguato magari sbattendo i pugni sul tavolo ( in senso figurato a scanso di equivoci). L’assurdità incredibile di tale provvedimento provoca e provocherà dei disservizi enormi, come già successo sere fa con un bambino, il quale, a seguito di una caduta, è stato condotto al pronto soccorso dai genitori. Gli operatori sanitari non rendendosi conto della gravità della situazione, hanno trattato il caso con codice verde, limitandosi a dare una tachipirina, senza fare delle opportune radiografie, rimandandolo a casa. Dopo una nottata d’inferno, i genitori hanno riportato l’indomani all’ospedale il bambino, e meraviglie delle meraviglie, gli operatori stavolta si sono accorti di una frattura alla gamba.  Adesso noi non vogliamo tirare in ballo la competenza degli operatori presenti quella sera, ma nemmeno possiamo disconoscere la poca attenzione, dovuta sicuramente alla grande mole di lavoro che tale pronto soccorso si è ritrovato fra capo e collo da un giorno all’altro. Ribadiamo ancora una volta che questa governance regionale non ha per niente a cuore il problema della sanità e ciò è evidente con l’adozione della scellerata rifunzionalizzazione della rete sanitaria, a seguito della legge Balduzzi. che i bellissimi hanno riveduto e corretto ad usum delphini.

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