L’AMBIENTE E’ UNA DELLE 5 STELLE DEL MOVIMENTO.

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Dopo le notizie (approssimative e sbagliate) apparse ieri circa una fantomatica sentenza del TAR che autorizzava nuove TRIVELLAZIONI, ci è sembrato necessario chiarire lo stato dei fatti, anche alla luce del ricorso che il M5S-Sicilia depositerà a breve.
Purtroppo non tutti approfondiscono e ogni tanto qualcuno si fa trascinare dalla foga di offrire notizie a prescindere dalla loro veridicità.
Vi invito a leggere per capire come stanno le cose 👇
“Eccessivo allarmismo sulla vicenda. Il pronunciamento nel merito deve ancora arrivare e la partita sull’illegittimità o meno della Vinca è ancora apertissima” 
“Non c’è assolutamente da strapparsi le vesti per la bocciatura del Tar di Catania sulla sospensiva  dell’autorizzazione regionale ai rilievi geofisici in alcuni Comuni siciliani. Di fatto cambia poco o nulla: Il Tar ha solo respinto la richiesta di sospensiva della VINCA, la  valutazione di incidenza ambientale (suscettibile tra l’altro di appello al CGA), resta pertanto del tutto impregiudicato ancora il merito del ricorso che noi stiamo pure appoggiando”.
Lo afferma il deputato del M5S all’Ars Giampiero Trizzino.
“Su questa vicenda – afferma Trizzino – ho notato un eccessivo ed immotivato allarmismo. Secondo il Tar di Catania, al di là di un problema di un problema di legittimazione ad agire del Comune di Noto, che non avrebbe porzioni di territorio coinvolti dalle ricerche, mancherebbe il ‘periculum in mora’, in quanto l’attività che gli atti impugnati abilitano ad eseguire è di rilievo geofisico e quindi di mera prospezione, differente dall’attività di ricerca – con le relative conseguenze in termini della diversa disciplina normativa,  e non v’è prova che la stessa comporti, allo stato attuale, modifiche dello stato dei luoghi”.
“Resta del tutto impregiudicato ancora il merito del ricorso – continua Trizzino – e la partita sull’illegittimità o meno della Vinca, la partita è ancora apertissima.  A ruota sulla medesima vicenda, ci sono comunque altri ricorsi pendenti che vedono anche un intervento ‘ad adiuvandum’ di alcuni deputati regionali e nazionali del M5S. Ci auguriamo che il CGA, sopenda la Vinca concessa dalla Regione, prendendo atto della pericolosità intrinseca di simili autorizzazioni che, in territori così a forte valenza turistica, riconosciuti dall’Unesco patrimonio dell’umanità nonché siti della Rete Natura 2000, vanno stroncati sul nascere”.
RICEVIAMO ED INCOLLIAMO
Noto, 13 novembre 2019
Nota Stampa
Coordinamento No Triv Val di Noto
La protesta non si arresta:
in attesa del TAR sulle trivellazioni in Val di Noto
C’è ancora attesa sui ricorsi al TAR presentati in questi giorni dalle maggiori Associazioni ambientaliste
italiane contro le trivellazioni in Val di Noto. Infatti, non è ancora stato discusso il ricorso presentato
congiuntamente da Italia Nostra, Legambiente, WWF e Zero Waste.
In questi giorni il Tribunale amministrativo ha respinto il ricorso presentato dal Comune di Noto, però non
per i suoi contenuti, come lo stesso Tribunale ha chiarito, ma per ragioni territoriali, in quanto il territorio di
quel Comune non risulta interessato delle prospezioni. Il rischio di respingimento era ben noto al Sindaco
Bonfanti, al quale va pertanto ascritto il merito di aver voluto agire ugualmente, al fine di dare un segnale
vigoroso di come la politica e i territori del Val di Noto siano del tutto contrari alle ricerche petrolifere. È
doveroso precisare, tuttavia, che il TAR di Catania ha emesso l’ordinanza di rigetto della domanda
cautelare, ma non ha deciso nel merito del ricorso che sarà trattato in seguito.
Si è, invece, ancora in attesa di risposta per l’interpello votato all’unanimità dai sedici Comuni del Distretto
Turistico del Sud est, presieduto dallo stesso Bonfanti, ed inviato Ministero dello Sviluppo Economico
(MISE), affinché intervenga sospendendo le ricerche petrolifere in territorio siciliano. Così come sono
tuttora in discussione ricorsi presentati da altri Sindaci del sud est dell’Isola.
«Nessuna royalties potrebbe mai ripagare i prestigiosi territori del sud-est siciliano, dove ricade il sito
UNESCO più a sud d’Europa, dai presunti danni di sversamento sulle spiagge o da inquinamento delle falde
idriche, dai rischi insomma giornalmente connessi con le ricerche o con le estrazioni di petrolio e gas, segno
di una politica energetica ormai vetusta e che non può e non deve essere applicata in territori così
sensibili». Così dichiara in una nota il Coordinamento No Triv del Val di Noto.
Fra ricorsi tuttora pendenti al TAR, interpello al MISE e mobilitazione popolare, la difesa dei territori del Sud
est siciliano contro azioni che pongono a rischio l’integrità dei territori e delle risorse naturali è appena
iniziata e, come dodici anni fa, si fermerà soltanto a risultato raggiunto.
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