Noto: rifiuti, la storia infinita.

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Purtroppo la verità in questo frangente storico è diventata un optional. Se avesse ragione l’amministrazione, la non smentita  ci lascia dubbiosi, allora crediamo che le azioni da mettere in atto sarebbero tante, nella considerazione che il servizio del ritiro rifiuti lascia molto a desiderare, al punto che potremmo rimpiangere la vecchia società, che ancor prima di questa, aveva la gestione dei rifiuti. Non abbiamo delle competenze legali specifiche, ma crediamo che tali disservizi potrebbero portare alla rescissione del contratto.  Di contro se avesse ragione la Roma Costruzioni a questo punto all’attuale amministrazione resterebbe una sola via da percorrere, quella delle dimissioni, anche perché non possiamo assistere allo sperpero del denaro pubblico in funzione di spettacoli, spettacolini, rappresentazioni e quant’altro questa amministrazione metta sul piatto soprattutto per la stagione estiva, a discapito dei servizi essenziali che i cittadini, oberati di tasse, meriterebbero. Con questo non vogliamo accodarci a tutti quei rappresentanti della vecchia politica che, calcando il palcoscenico, si ergono a defensor populi, dando dei buoni consigli alla città perché non possono più dare il cattivo esempio, ma vogliamo puntare il dito su un accadimento che si ripete costantemente, infatti non è la prima volta che  assistiamo alle lamentazioni degli operai della Roma Costruzioni, ma anche di altri lavoratori impiegati in altri servizi, i quali, a buon diritto, pretendono di essere retribuiti tutti i mesi e senza lunghe attese. Le beghe fra amministrazione e società che gestisce la raccolta dei rifiuti devono trovare una soluzione adeguata al fine di continuare a dare ai cittadini il servizio atteso. Non crediamo che occorre pervenire spesso ad un tipico muro contro muro e nemmeno che gli operari, come da comunicato ufficiale del sindaco, debbano essere precettati dal prefetto, a loro si aggiunge oltre al danno anche la beffa. La perdita del posto di lavoro, altrimenti, fa sì che gli operatori ecologi rientrino, ma il problema di andare a fare la spesa, di pagare il prestito o il mutuo, di comprare i libri per i figli e chi più ne ha più ne metta, non si risolve. Noi ci chiediamo: perché le conseguenze di tutto ciò che funziona male o non funziona per niente devono gravare sulle spalle dei lavoratori?

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