“Può darsi che non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non fate nulla per cambiarla.”

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No, no, non siamo né a Roma, né a Napoli e nemmeno a Palermo. Ma allora di che località si tratta? Vi sembrerà strano, ma è Noto. Noto? Si, purtroppo. Quella ridente cittadina nella zona sud di Siracusa a pochi chilometri dal mare Ionio che è considerata la capitale del Barocco Siciliano, patrimonio dell’Unesco che, per la ricostruzione, in seguito al devastante terremoto del 1693, si è avvalsa dell’opera del Camastra con il supporto, diremmo tecnico, del Sinatra e del Gagliardi e di cui in tanti hanno cantato le lodi. Quella cittadina in cui si può ammirare l’incredibile patrimonio artistico e architettonico settecentesco.  Quella cittadina conosciuta anche per il crollo nel 1996 della cupola e della navata centrale della Cattedrale di San Nicolò. Quella cittadina che dal 1980 è sede di una manifestazione di rilevanza internazionale che ha il suo palcoscenico ideale in via Nicolaci: l’Infiorata. Quella cittadina che è stata scelta da celebri registri come scenario per le riprese di film famosi. Quella cittadina rinomata per le meravigliose località di mare, preda nel periodo estivo di una miriade di turisti, provenienti da ogni dove, entusiasti delle spiagge sabbiose e del mare cristallino. Ebbene quella cittadina sta diventando famosa anche per la spazzatura al pari delle città suindicate. Avevamo proprio bisogno di un altro primato. In tutti gli angoli delle vie di Noto troviamo cumuli di rifiuti da cui si evincono le preferenze del cibo dei netini o, in sottordine, dei turisti in sosta temporanea presso B&B o case vacanze. I profumi che allietano gli orifizi nasali sono così gradevoli che suggeriamo a tutti di servirsi di una mascherina bianca per poter gradire meglio. Non tralasciando le località balneari assieme a quelle montane dove il servizio di trasbordo di tali prelibatezze non funziona alla perfezione, causa orari di servizio non proprio mattinieri, con grande gioia dei turisti e degli indigeni locali.   A parte il rimprovero a tutti coloro i quali si permettono ignominiosamente di lasciare tali regalie, non rispettando le indicazioni date dalla società che si occupa della raccolta, desireremmo richiamare l’attenzione di questa amministrazione che dovrebbe avere, vista la nostra vocazione turistica, massimo rispetto per chi durante l’anno viene a visitare tale perla del Barocco, non dimenticando i cittadini che pagano fior di quattrini per avere le strade pulite. Non vorremmo che per strade pulite si intendesse solo il miglio d’oro, ovvero il corso Vittorio Emanuele, magari con annessa la via Cavour.  L’amministrazione e in particolare l’assessore deputato all’Igiene urbana (già nettezza urbana), anche se in carica da poco, sicuramente conoscerà a menadito la situazione altamente deficitaria. Noi all’uopo saremmo disposti a supportare la sua opera nella convinzione che le deleghe a lui assegnate necessitano di una attenzione particolare e per cui il tempo da dedicare a questo annoso problema diventa abbastanza striminzito. Al contempo richiamiamo l’attenzione dell’assessore deputato alla viabilità per poter risolvere l’altro grande problema degli accessi alla città, soprattutto da via Confalonieri e l’assessore che si occupa di randagismo al fine, anch’egli, di trovare delle soluzioni adeguate alla creazione di un canile e, se non chiediamo troppo, anche di un gattile. Speranzosi e fiduciosi nell’accoglimento di questa supplica restiamo in attesa, di poter constatare l’immediata soluzione delle questions summenzionate.

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