Non abbiamo bisogno di chissà quali grandi cose o chissà quali grandi uomini per governare uno stato. Abbiamo solo bisogno di più gente onesta. “Benedetto Croce”

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Facciamo il punto della situazione. Ormai tutti sappiamo i risultati scaturiti dalla ultima tornata elettorale europea, sappiamo che la lega ha avuto un successo sostanziale, ma lo si leggeva fra le righe da tempo, anche se il numero corposo di voti non va sempre di pari passo con capacità e competenze politiche, sappiamo che il Pd ha ripreso quota, forse non all’altezza sperata, tanto che Renzi, pare abbia in mente di adire le vie legali per la scomparsa di quasi la metà dei voti, sappiamo che Forza Italia ha continuato nel suo declivio nonostante la discesa in campo dell’inossidabile Silvio, ma, sfortunatamente per lui, il ventennio è già passato da tempo, sappiamo che la pasionaria Meloni ha avuto anch’ella un risultato rilevante, sappiamo, infine, che il M5S non è riuscito a riconfermare la percentuale dei voti del 2014, a volte i cambiamenti, anche se a piccoli passi, fanno paura, oppure si cerca tutto e in fretta e non potendolo avere si ritorna al futuro fagocitati  nel nulla parmenideo. Provo a restringere il campo e capire cos’è successo a Noto il 26 maggio c.a.  Una domanda ai netini che hanno votato lega, o per meglio dire Salvini. A parte forza Etna, Sicilia palla al piede dell’Italia, terroni e quant’altro che fa parte dell’aspetto folkloristico del partito in questione, avete mai sentito parlare Salvini di viabilità dell’isola, con la messa in sicurezza di ponti, viadotti, con l’attuazione della Siracusa Gela, della Messina Palermo, il potenziamento della linea ferroviaria? E non ne sentirete parlare, perché, vedete, noi siamo il sud. Il discorso cambia quando si parla di viabilità del nord e in particolare del mostro sacro denominato TAV. In quel caso Salvini grida con tutto il fiato che ha in gola che quella galleria, al contrario del matrimonio fra Renzo e Lucia, s’ha da fare. E dire che il traffico delle merci dall’Italia verso la Francia e viceversa è diminuito del 30%. Ragion per cui la domanda sorge spontanea: che ce ne facciamo della TAV? Coloro che hanno votato Forza Italia hanno mai sentito parlare Berlusconi dell’economia della Sicilia, anzi forse si, quanto si è trattato del palermitano Marcello Dell’Utri o quando si è trattato del ponte sullo stretto che dovrebbe collegare Villa San Giovanni a Messina, 3,6 km. Parole, parole, parole, ma alla fine sono rimaste solo le caramelle. Pensate che se ne parla dal 1969, scusate se è poco. Potevamo chiedere ai cinesi di darci una mano, visto che hanno costruito un ponte sul mare lungo 55 Km che collega Hong Kong a Macao, forse lì non hanno problemi di correnti marine. Ma anche l’enfant prodige del PD, denominato il rottamatore, aveva parlato del ponte sullo stretto, se ben ricordo, ma con tutti i problemi che ha avuto all’interno del partito, non quello dei lavoratori, il partito della Confindustria. D’altronde si era persuaso di eliminare, per fortuna non fisicamente, baffino di ferro D’Alema, the cigar man Bersani, lo zoccolo duro. Una chicca: Renzi è stata invitato, al pari dell’elegantona Gruber, ai lavori del Bilderberg, quell’associazione dei potenti della terra, a cui fa parte anche Soros, amico della Bonino la quale ha tutte le caratteristiche di un politico moderno, è passata attraverso tutti i partiti. Per non dimenticare l’attuale segretario, Franceschini… Bersani… Martina… scusate mi sfugge il nome, comunque, par capirci, il fratello del commissario Montalbano. Ma le ultime news lo descrivono in crisi, a parte le problematiche con la regione Lazio, pare che all’interno del partito il trend delle fazioni non sia scomparso. Per queste ragioni i suoi adepti non hanno avuto mai tempo per risolvere la questione meridionale di savoiarda memoria. E arriviamo alla Meloni, la pasionaria, come detto poc’anzi, purtroppo per lei, ci ha propinato un cibo indigesto con la candidatura di un signore, che ho la fortuna di non conoscere, ma a cui i netini, con mio grande disappunto, scordata temporaneamente la triste storia del nostro presidio ospedaliero, non hanno fatto mancare il loro sostegno. La Meloni, che supporta la risicata maggioranza al governo della nostra isola, il governo che naufraga nel nulla, secondo solo a quello di Crocetta, volente o nolente si è dovuta interessare en passant dei sudici, come ci chiamavano i nordici, vestendo le idee minori con parole maggiori, tipico di un politico.

 

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