IL “CANILE” DI NOTO E IL PROBLEMA DEL RANDAGISMO: una storia che dura da più di dieci anni e che le varie amministrazioni hanno sempre evitato di affrontare e risolvere

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Sembrerebbe che il randagismo a Noto per l’amministrazione comunale non sia un problema grave da affrontare seriamente, ma unicamente un’opportunità per distribuire piccoli incarichi.
A gennaio del 2017, come attivisti del Movimento 5 Stelle, avevamo messo a protocollo un’istanza dove evidenziavamo svariate criticità e chiedevamo la rettifica del nuovo bando per l’affidamento del servizio randagismo.
Cani avvelenati, branchi di randagi affamati e inselvatichiti che attaccano greggi di pecore, cuccioli morti di stenti, cani annegati nel fiume, cucciolate abbandonate, epidemia di gastroenterite, denunce dei cittadini… Questo ed altro ancora per anni ignorato.
Nell’istanza indirizzata al Sindaco, alla Giunta, al dirigente dell’Ufficio Igiene e per conoscenza anche alla segreteria generale e al Comando della Guardia Forestale evidenziavamo che tra i criteri richiesti per partecipare alla pseudo-gara non veniva menzionato il più importante, ossia quello dell’iscrizione all’albo regionale delle associazioni di protezione degli animali, istituito presso l’assessorato alla salute, ai fini dell’accertamento della professionalità necessaria per gestire il servizio, tra l’altro previsto dalla legge. Chiedevamo, inoltre, lo stanziamento di una maggiore somma per arginare il fenomeno, di provvedere anche al controllo del randagismo di gatti e di promuovere l’integrazione di programmi didattici nelle scuole.
Ciononostante la nostra richiesta non ha avuto alcun esito, contiamo nell’intervento di chi deve vigilare legalmente, tra l’altro, come evidenziato da un articolo di SiracusaNews del 15 Aprile, è in corso un’indagine su tutta la provincia di Siracusa sulla situazione del randagismo in tutti i comuni.Il problema del randagismo va affrontato alla radice attraverso l’istituzione di rifugi per randagi, conformi alla legge regionale, dove gli animali possono, oltre ad essere curati e rieducati, vivere in un ambiente pulito e dignitoso, aperto anche al contributo dei volontari e ai cittadini.

ISTANZA PRESENTATA IN DATA 13 GENNAIO 2017 

 

AL SINDACO DEL COMUNE DI NOTO

DOTT. CORRADO BONFANTI

ALLA GIUNTA COMUNALE

 AL DIRIGENTE DEL SETTORE VI

SERVIZIO IGIENE AMBIENTALE

GEOM. LEONARDO LA SITA

E, P. C.

ALLA SEGRETARIA COMUNALE

D.SSA SEBASTIANA CARTELLI

  Oggetto: richiesta di modifica del progetto e integrazione dei requisiti per la partecipazione alla gara per l’affidamento del servizio di prevenzione e tutela del randagismo

Con la presente il Meetup Movimento Cinque Stelle di Noto, nelle persone dei loro attivisti che sottoscrivono in calce per ratifica, intende formalmente segnalare e proporre alle SS.VV., come indicate in indirizzo, la modifica del progetto e l’integrazione dei requisiti richiesti per la partecipazione alla gara per l’affidamento del servizio di prevenzione e tutela del randagismo per anni uno, per le ragioni di seguito esposte.

PREMESSO CHE

La legge italiana tutela lo sviluppo e la salute degli animali, con particolare riferimento agli animali da affezione, soprattutto cani e gatti, proteggendoli da maltrattamenti da parte dell’uomo e consentendo agli enti locali, con l’ausilio delle ASL nonché di enti e associazioni protezionistiche e zoofile accreditate, di vigilare sulla corretta cura e custodia degli animali.

Un importante provvedimento, con cui lo Stato italiano ha voluto recepire un deciso mutamento della sensibilità sociale riguardo alla tutela del benessere degli animali domestici, è la Legge quadro n. 281 del 14/8/91. Questa determina i principi fondamentali della lotta al fenomeno randagismo; individua nei Comuni i principali responsabili nella gestione del randagismo insieme ai Servizi veterinari pubblici.

Anche la Regione Sicilia, nell’ambito delle problematiche inerenti il randagismo, ha emanato significativi provvedimenti per arginare il fenomeno. Di rilevante importanza, per quanto concerne l’aspetto che qui interessa, risulta la L. R. n. 15 del 03/07/2000 e le linee guida adottate con D. A. N.02825 del 13 dicembre 2007. In tutti i provvedimenti normativi fino ad oggi emanati, nonché nella copiosa giurisprudenza, le finalità di prevenzione del randagismo sono state perseguite con strumenti che consentano, nel contempo, di salvaguardare la corretta convivenza tra uomo e animale.

Va precisato che in tutti questi provvedimenti l’attenzione non è rivolta solo ai cani ma anche ai gatti.

Secondo quanto emerge dall’ultimo rapporto Eurispes quattro italiani su dieci vivono con un animale d’affezione: il 53,7% degli italiani ammette di avere almeno un cane, mentre il 45,8% un gatto.

Il randagismo, oltre a provocare la sofferenza e talvolta la morte a cani e gatti, causa l’alterazione del corretto rapporto tra l’uomo e l’animale e ciò rappresenta un pericoloso ostacolo alla promozione del rispetto della relazione di convivenza fra l’individuo e l’animale.

È risaputo ormai che in questi ultimi cinque anni il  “randagismo” ha raggiunto nel territorio di Noto delle punte oramai insostenibili.

Il fenomeno è imputabile non soltanto al diffuso malcostume sociale dell’abbandono degli animali ma anche e soprattutto alla carenza di interventi organici e duraturi i grado di fornire continuità al sistema di gestione e controllo.

Il randagismo deve essere affrontato con una rosa di interventi che garantiscano linearità al sistema di prevenzione. Per poter incidere significativamente sul fenomeno occorre, pertanto, prendere in considerazione tante problematiche, troppo spesso ignorate.

In primis l’attività di formazione, promuovendo di intesa l’integrazione di programmi didattici delle scuole e negli istituti di ogni ordine e grado, ai fini di una effettiva educazione degli alunni in materia di etologia comportamentale degli animali e del loro rispetto, anche mediante prove pratiche. Infatti, molti sono i pericoli e gli abusi cui spesso sono esposti gli animali da compagnia in ragione, proprio, della loro abitudine di vita tra gli esseri umani.

È necessario quindi essere consapevoli delle necessità fisiche, etologiche, emotive ed affettive dell’animale: adottare un cane o un gatto non significa solo nutrirlo e dargli una cuccia, ma condividere con lui tempo ed esperienze; assumere comportamenti rispettosi delle esigenze dell’animale e delle altre persone che potrebbero non gradire.

Occorre poi incentivare non solo la cura e l’adozione dei cani ma anche delle colonie di gatti che vivono in libertà, assicurandone la cura della salute e le condizioni di sopravvivenza.

Assicurare inoltre la manutenzione degli strumenti di supporto già presenti in paese, come ad esempio le colonnine per la distribuzione di sacchetti per la raccolta delle deiezioni canine (mai reintegrate dopo l’installazione).

Avviare un’effettiva attività di prevenzione promuovendo la formazione di guardie zoofile volontarie attribuendo loro compiti specifici.

Sollecitare un’intensiva attività repressiva dei comportamenti lesivi dei diritti dell’animale e dell’igiene pubblica a cura degli agenti di polizia locale.

CONSIDERATO

– gli episodi di cronaca relativi al fenomeno del randagismo, che hanno visto negli ultimi anni svariate aggressioni di greggi di pecore ad opera di branchi inselvatichiti con uccisione di numerosi ovini;

– i continui e sempre più preoccupanti episodi di avvelenamento di cani;

– i frequenti incidenti stradali registrati che hanno coinvolto cani randagi, con contenziosi a carico delle finanze comunali;

– gli enormi decessi registrati di randagi, con conseguente avvio alla termodistruzione a carico delle casse comunali; preoccupante, a tal proposito, l’epidemia di gastroenterite, diffusasi verosimilmente a causa delle scarse cure ricevute;

 TENUTO CONTO

– della vastità del territorio di Noto

 VISTA

– la determina dirigenziale n. 2334 del 30/12/2016 con la quale il comune di Noto ha provveduto all’approvazione del progetto e relativo schema di convenzione per l’affidamento del servizio di prevenzione e tutela del randagismo per anni uno;

 RILEVATO CHE

– nel summenzionato progetto non si prende assolutamente in considerazione il disposto normativo di cui alla L. R n. 15 del 03/07/2000 e alle linee guida adottate con D. A. N.02825 del 13 dicembre 2007, circa la necessità che fra i requisiti per accedere all’affidamento del servizio di gestione del randagismo sia incluso quello dell’iscrizione all’albo regionale siciliano per la protezione degli animali, istituito presso l’assessorato della salute;

– nello stesso non si fa alcuna menzione circa la necessità della cura e del contenimento anche della popolazione felina randagia, come prescritto da tutte le normative in materia.

 Tutto ciò premesso e considerato, in ragione della necessità di garantire agli animali le giuste cure a attenzioni, nonché per superiori esigenze di igiene e incolumità pubblica,

 SI CHIEDE A CODESTA AMMINISTRAZIONE COMUNALE

 Di voler inserire nel progetto e relativo schema di convenzione per l’affidamento del servizio di prevenzione e tutela del randagismo per anni uno, di cui alla determina dirigenziale n. 2334 del 30/12/2016, eventualmente mediante lo stanziamento di una maggiore somma, le seguenti previsioni:

  • l’aggiudicatario del servizio provvederà a svolgere attività di formazione, promuovendo di intesa l’integrazione di programmi didattici delle scuole e negli istituti di ogni ordine e grado, ai fini di una effettiva educazione degli alunni in materia di etologia comportamentale degli animali domestici e del loro rispetto, anche mediante prove pratiche;
  • l’aggiudicatario provvederà alla cura e al controllo delle colonie di gattiche vivono in libertà, assicurandone la cura della salute e le condizioni di sopravvivenza;
  • l’aggiudicatario provvederà ad assicurare la manutenzione delle colonnine per la distribuzione di sacchetti per la raccolta delle deiezioni canine;
  • l’obbligo di iscrizione all’albo regionale siciliano per la protezione degli animali istituito presso l’assessorato della salute.

 Certi di un Vostro  cortese e positivo riscontro, porgiamo cordiali saluti.

 Noto, li 13/01/2017

                                                                                                                                                                                   Gli attivisti

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